Il tutto nasce da un pessimo ascolto in radio di una cover di "Il Cielo e Sempre più Blu" di Rino Gaetano cantata da quella famosa nana cassiera di voghera o di dove cazzo è Giusy Ferreri, che come sapete è stata la nuova scoperta fulminante del nostro mercato "reality" discografico, che con il suo primo album ha tentato di propinarci la versione cattolica e perbenista di quella santa di Amy Whinehouse, e non contenta di aver scopiazzato male il compitino passatogli dalla Perfida Albione, ora se ne esce con un disco di cover. Da li i miei pensieri sono andati ad analizzare l'uso imporoprio di quella meraviglia di canzone del buon vecchio Rino in una pubblicità del Monte dei Paschi di Siena. Dire che sia oltaggioso ormai è esagerato, in questo momento in cui il vero rivoluzionario sembra essere il politicamente corretto, ma io me ne sbatto e penso che sia vergognoso che un rimbecillito creativo di chi sa quale agenzia uscito anche lui dall'ennesimo corso di laurea in scienze della comunicazione, e poi nessuno parla bene l'italiano, ma questo è un altro discorso, abbia avuto il coraggio di presentarla e che qualcuno abbia avuto quello stesso coraggio di accettarla. Insomma, accostare il GRANDE RINO, cinico e tagliente, grande fotografo della nostra società, ad un istituto di credito penso sia il colmo. Evidentemente chi l'ha scelta forse non ha intutio l'ironia e la denuncia che quella canzone cova. Da li i miei pensieri hanno continuato a viaggiare e mi son reso conto che anche la Vanoni, Mina, Carboni Giuliano Palma, la Grandi e per finire, e almeno spero, la Mannoia, si sono tutti presentati con un disco di cover. Ma cristo iddio, non c'è nessuno in questo bel paese che sappia scrivere uno straccio di canzone? abbiamo perso lo smalto? non ci va più? In questa epoca in cui l'innovazione sembra essere il verbo portante, in cui tutto ciò che è vecchio non serve più, in un momento storico in cui avere memoria sembra essere superfluo, in cui la globalizzazione in realtà ha creato uno strato culturale unico, in cui tutto appartiene ad un magma incolore tendente ad un unica tonalità di grigio in cui distinguere anche le più piccole varianti di colore sembra essere sempre più impossibile, dato che ormai materia e spirito sono una cosa solo, prediligendo la prima alla seconda dato che nutrire lo spirito costa fatica, e l'unica fatica che volgiamo fare è andare a pilates, perche non sia mai che il contenitore del nostro ormai spento spirito si trovi in pessima forma. Ormai dalle periferie al centro, dai centri sociali ai locali alla moda in verità bramiamo per le stesse cose, vogliamo tutti le stesse scarpe, abbiamo tutti un bel profilo sulla rete cosi evitiamo anche di soffrire, evitiamo sempre di più di cercare la nostra vera identita. Ci vogliono così, senza memoria, senza attaccamento alle nostre radici ed alla nostra cultura, ci vogliono cosmopoliti, globalizzati, tolleranti, aperti, dicono loro, ma in realtà hanno creato generazioni di insoddisfatti automi, che vivono nel terrore del diverso e si rinchiudono sempre di più in un coservatorismo deprimente e indubbiamente pericoloso, perchè sanno che qualcosa non va ma non riescono ancora a capire dove sono attaccate queste catene, ci vogliono senza identità cosi da poterci pilotare meglio e propinarci di continuo il vecchio come il nuovo, e creandoci necessità di cui in fondo non siamo mica tanto convinti.
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