Non vi sono dubbi, almeno per me non ce ne sono, quando Clint Eastwood decide di scavare, va veramente a fondo. Lo sò, sono di parte e ho una passione smisurata per i suoi film, sin dagli albori nei western di Sergio Leone. The Good The Bad And The Ugly, un capolavoro, poi ripreso da quell'altro genio di Damon Albran nel suo proggetto parallelo the Good The Bad And The Queen, disco che vi consiglio vivamente.
A dire il vero pensavo che Gran Torino fosse il suo addio al cinema, ma quando hai la possibilità di raccontare qualcosa, perchè non farlo, intendiamoci gli sono grato che abbia ancora voglia di fare film. Beh non mi voglio dilungare troppo su elogi e quant'altro, ma affrontare il nuovo tema del film in questione, Hereafter. Per come la vedo io Clint Eastwood ha un singolare dono di raccontare delle storie ed ambientarle nelle situazioni meno ovvie, vi ricorderete Million Dollar Baby, in cui si affronta il tema dell'eutanasia all'interno del mondo della box, peraltro femminile. In Hereafter, secondo me le tematiche sono molteplici, innanzitutto la morte, e come i diversi personaggi vengono a contatto con questo evento, ineluttabile a tutti noi, e poi come singolarmente i personaggi e le persone che gli ruotano attorno riescono ad affrontare tutto ciò che ne consegue nelle loro vite correnti. Ammetto di conoscere l'argomento personalmente e quindi forse riesco ad avere più punti di contatto con una tematica quale la morte che per me rimane sempre la più democratica dato che non risparmia nessuno, certo a volte è prematura a volte è ingiusta, ma sta di fatto che ci accomuna tutti come la cacca.
Inoltre affronta un tema ancora più delicato e la sua percezione nel film è sottile, ma è quello della verità, e di sicuro non vi è cosa al mondo più vera della morte, anche se molti di noi non ci pensano e altri ne sono terrorizzati, sinceramente non capisco perchè. Vi è spesso un sottile imbarazzo, ed una sorta di tensione quando viene fuori l'argomento morte, certo non quando i numeri sono elevati, i grandi drammi umanitari dei 1000 o più morti vengono trattati come un dato, certo ci si indigna e ci dispiace ma alla fine, sotto sotto, è solo un numero, siamo molto più suscettibili alla morte singola, a quella di un individuo.
In Hereafter i tre personaggi vengono a contatto con diverse forme di morte. La prima è la superstite di uno Tsunami in cui muoiono migliaia di persone. Il secondo ha dei poteri paranormali con cui viene a contatto con la morte quotidianamente anche se personalmente no l'ha mai vissuta. Il terzo personaggio ne viene a contatto tramite la morte di suo fratello gemello. Non è solo l'evento tragico in sè che pone le persone davanti a delle riflessioni, ma il dramma più grosso è come affrontare nel futuro questo avvenimento che ti segna per sempre, come accettare questa verità, o come nasconderla o come mistificarla perchè la sua reale immagine ci porterà in terreni ancora sconosciuti, che forse non siamo in grado di esplorare, perchè la morte srà pure certa ma nessuno sà esattamente come affrontarla. Scusate se uso la parola morte spesso ma vi vorrei abitare al suo suono e convincervi che in fondo non è cosi brutta. Insomma le storie si sviluppano, e Clint scava nei loro cuori e delle persone che gli stanno vicino e che incontrano nel loro percorso, di quelli che comprendono, di quelli che vogliono comprendere a tutti i costi, di quelli che sfruttano il dramma per trarne profitto, dei ciarlatani dell'aldilà, di quelli che non capiscono perché non vogliono capire e di quelli che non capiscono perché non ne sanno niente.
Andate a vederlo.
Brano Consigliato: The Good The Bad and The Queen, Kingdom of Doom
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