17 gen 2011

TRA PUBBLICO E PRIVATO!

Grave intromissione nella vita privata del premier, sembra essere il filone o più che altro la filastrocca imparata a memoria dai suoi servi. Si cerca di distogliere l'attenzione da ciò che potrebbe essere successo, per focalizzarla sul principio della privacy, tema tanto caro al nostro premier. Vorrei ricordare a voi lettori e possibilmente a quello smemorato di Silvio "alias re giorgio" Berlusconi che casualmente è il presidente del consiglio, una delle massime cariche dello stato e che in qualità di essa rappresenta i suoi elettori e tutti gli italiani. Vorrei ricordargli che è una figura pubblica, forse "La" figura pubblica di questo paese, e se scoreggia contro vento abbiamo tutti il fottuto diritto di sapere se batte maestrale. Abbiamo tutti il diritto di sapere se i suoi festini sono a sfondo sessuale oppure no, se i regali che fà alle sue soubrette personali sono ricompense per gl'atti espletati, se la sua scelta delle candidate nel Pdl che poi rappresentano il suo elettorato sono scelte in basi a criteri ergonomici o intellettuali, se il suo intervento pubblico in questura a Milano è da considerarsi leggittimo a livello morale per il ruolo che ricopre. Se Berlusconi pensa di farmi credere che il suo gesto è stato dettato dalla sua profonda anima caritatevole, allora mi sento profondamente offeso. Se il presidente del consiglio interviene pubblicamente su una questione privata, allora si crea il presupposto per cui qualsiasi Italiano che si trovi in difficoltà potrà arrogarsi il diritto di poterlo chiamare e chiedere personalmente il suo aiuto. Sessanta milioni di persone ora possono chiamare Silvio e dirgli che perfortuna cè. Il rappresentante politico di una nazione non può e non deve usare il suo ruolo istituzionale per risolvere le sue beghe private, perchè se lo fà, allora sono cazzi di tutti, scusate l'espressione colorita, non è in discussione se abbia o no violato delle leggi con il suo intervento, ma che ne abbia tradito il valore, ne abbia approfittato rendono il suo ruolo squallido, infimo e privo di qualsiasi freno morale. Ma come è possibie che da destra a sinistra e su tutti i giornali a nessuno sia venuto in mente che il suo gesto lede e offende tutti gli Italiani nel suo complesso, che se si decide di ricoprire un ruolo pubblico tutto ciò che si fà sarà posto sotto giudizio, soprattutto se quel ruolo è di rappresentanza politico-sociale e legale di un interna nazione e di un intero popolo?
Abbiamo oltrepassato la misura, siamo entrati di prepotenza nel regno dell'indecenza e dell'assenza di morale, di giudizio e di vergogna; certe cose non si fanno, certe cose sona alla base di chi sa distinguere il bene dal male, di chi ha un senso della morale e del rispetto di se stessi e della colletività a cui appartiene, di chi si pone il dubbio se le proprie azioni possano ledere qualcun'altro, alla base di chi ha ancora un senso di responsabilità individuale.

Brano Consigliato TOOL; Sober.

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