21 nov 2009

Gli Uomini Si Creano Con La Sofferenza

E' una questione di punti di vista come sempre, dipende dall'angolazione con cui decidiamo di vedere le cose, e se proviamo ad analizzarle tutte o almeno la maggior parte di esse, forse da tutto ciò che ci succede nella vita ne possiamo trarre il meglio, ed imparare a essere un più bravi.
Dalla sofferenza si prova dolore, dalla ripetizione si prova noia e dalla felicita si prova felicita.
Ma come sempre per me nulla e ciò che sembra e tutto è esattamente quello che sembra, non sono pazzo ma io quelle angolazioni ho il dovere e la voglia di provarle tutte cosi da poter capire fino in fondo che cazzo me succede nella vita.
Che dalla sofferenza se ne ricavi dolore non servo certo io per ricordarvelo, ma coltivare quelle sofferenze e portarle avanti nella nostra vita ho notato essere l'errore di molti.
Perchè affronto questo discorso? Perchè in realta dal dolore si può anche provare gioia, dal dolore e dalle dure prove che la vita ci propone si imparano i trucchi per vivere meglio, si capisce di che cosa siamo fatti e ci rendono migliori ogni giorno, se da ogni sofferenza saremo in grado di capirne il messaggio e di trarne il beneficio necessario ogni percorso che ci portera dolore, dopo averlo metabolizzato avrà di sicuro un insegnamento prezioso da regalarci.
Nulla si ottiene senza dolore e nulla si ottiene senza costanza e ripetizione. Qui entra in gioco la noia che questa sorta di stasi porta a molte persone. Si, è probabilmente vero che nella ripetizione ci si possa annoiare molto facilmente e si possa provare un senso di sconforto perchè ci sembra di non andare da nessuna parte e che stiamo perdendo il nostro tempo invece di essere alle Barbados con un mint julep in mano.......non e cosi, no! non lo è affatto.
Nella quotidianita e nella ripetizione risiede il segreto del nostro successo, è nel essere in grado di provare gioia nel comprare le zucchine al mercato con vostra moglie, o nel suonare satisfaction per la quarantamilionesima volta che si trova quella disciplina che in realtà e tipica dei più grandi artisti, dei piu famosi sportivi. Solo con la pratica e la dedizione disciplinata e quasi maniacale che si raggiunge la perfezione; la ripetizione o se vogliamo la quotidianita è il nostro allenamento quotidiano.
Anche se per me è proprio nella perfezione che si trovi la vera noia e non nel percorso personale che ognuno di noi attraversa nel cercare di raggiungerla.
Per quanto riguarda la felicità, che dire... si la felicita porta felicita, sono momenti gioiosi e allo stesso tempo effimeri che passano volatili, che evaporano in fretta, che spesso non lasciano un ricordo ben definito, ma che in fondo ci fanno bene, ci fanno molto bene, leniscono i dolore delle sofferenze e le fatiche della ripetizione. La felicita non ci insegna nulla di particolare se non quello di goderci la vita per quanto sia possibile e che la felicita in fondo è un modo di essere, un atteggiamento che si tiene nonostante tutto, il vestito che ci mettiamo per affrontare la nostra esistenza.
Insomma per concludere, credo che sia il dolore la nostra fonte di insegnamento, la ripetizione il nostro metterlo in pratica e la felicita ci porta avanti nel mentre.

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