25 mar 2010

FACEBOOK KILLERS

Sono cresciuto in periferia, tra la sepentara e fidene, in quei quartieri dormitorio delle comitive, di fasci, zecche e metallari, de risse tra quelli di piazza filatta e quelli de piazza minucciano, quando uno sguardo storto dal motorino era già di per sè un offesa. Dove le storie vere e false si giocavano tutte la loro esistenza sulla strada, e si sà la strada alla fine non perdona.
Ora tutto è diventato virtuale, le comitive si sono spostate nelle chat room, le storie si creano ad uso e consumo delle proprie menzogne in rete, dove nessuno mai potra confutare ciò che dite, dove vi potete creare mille ed una identità, potete essere chiunque, potete essere ovunque, tanto qui le regole della strada non contano.
Ma poi in un pomeriggio italiano qualsiasi una ragazzina di 17 anni viene massacrata di botte e lasciata sanguinante sul selciato da altre tre ragazze, rea di aver contattato un loro amico su facebook, allora la strada forse non è stata del tutto abbandonata.
La mi preoccupazione non risiede nel concetto dei social network, ma dell'uso che se ne sta facendo, e dell'importanza che le generazioni più giovani stanno dando a questi fenomeni di rete, che sono ormai metro di giudizio della propria figaggine.

REMEMBER LESS IS MORE.

BRANO CONSIGLIATO: Armagidion Time, The Clash

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